MOSTRA MOBILI ANDINI

Se non avete mai visto i mobili dell’OMG, il viaggio vale assolutamente la pena. Sono pezzi unici, fatti a mano, delle vere opere d’arte che vale la pena anche solo vedere…
Poi per chi lo desidera, l’acquisto è un modo equo, solidale e giusto di dar valore al lavoro dei ragazzi peruviani e di finanziare i progetti dell’OMG.

Locandina-Condino

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AMAZZONIA, le custodi della biodiversità

“La foresta è la nostra vita. Chi non è di qui ha una visione economica della terra. La vede in termini di guadagno. Noi la vediamo come fonte di vita. Dobbiamo proteggerla… per il futuro della nostra gente”.
Elsa Wampu, coordinatrice delle donne della Comunità Shuar di Jimiarentsa, Amazzonia ecuadoriana
amazzonia
Sviluppo umano e conservazione ambientale possono coesistere?
L’esperienza di Fundacion Chankuap in Ecuador sulla difesa e valorizzazione della biodiversità con le comunità indigene Shuar e Achuar può aiutarci a rispondere a questa domanda cruciale, che tocca diversi ambiti: lo sviluppo umano, la salvaguardia della biodiversità, i nuovi mercati economici relativi all’etnocosmesi.
Nell’Oriente ecuadoriano, la regione amazzonica del paese che sta al di là della cordigliera delle Ande e che ha come limite la frontiera con il Perù, è ancora praticata la poligamia ed il matrimonio in età precoce. Ma qualcosa sta cambiando.
Grazie al commercio equo e solidale ed ai progetti di cooperazione internazionale realizzati da Mandacarù Onlus Scs e altromercato con Fundación Chankuap, oli essenziali e arachidi sono diventati uno strumento di emancipazione: le bambine riescono a proseguire gli studi oltre la scuola primaria e le donne cambiano le loro prospettive attraverso progetti di empowerment femminile.
I ritratti della mostra fotografica di Beatrice De Blasi ne portano fino a noi il racconto.

Evento inaugurale il 9 Marzo alle ore 17.30
Con la partecipazione di Valeria Calamaro, responsabile altromercato e ideatrice della linea Natyr e Beatrice De Blasi, responsabile educazione Mandacarù e autrice della mostra fotografica.
Una mostra in 90 fotografie nella splendida cornice dello Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas con una sezione dedicata alla vita in foresta esposta presso la Bottega Mandacarù di Trento.

Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas
Dal 9 Marzo 2019 al 22 Aprile 2019-02-22 Da martedì a domenica dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.30.
Mandacarù Onlus SCS Piazza Fiera, 23 • 38122 Trento
lunedì 15.00-19.00; martedì-sabato 09.00-12.30 15.00-19.00

Le splendide stampe Fineart sono a cura di Luca Chistè Phf Photoforma
la grafica e la stampa del belllissimo opuscolo di approfondimento è stata realizzata da Lara Leonardelli di Publistampa Arti Grafiche azienda partner di Mandacarù che della sostenibilità ambientale ha fattto la propria mission.

Contributi Ricevuti 2018

Come richiesto dalla legge 124/2017 pubblichiamo di seguito i contributi ottenuti dalla Pubblica amministrazione durante lo scorso anno:

1.
ENTE RICEVENTE: Associazione P. Silvio Broseghini – Chankuap’ Trento
CF: 96067410223
SOGGETTO EROGANTE: Provincia Autonoma di Trento, Ufficio Solidarietà Internazionale
CAUSALE: Saldo progetto di cooperazione allo sviluppo
DATA INCASSO: 21 marzo 2018
IMPORTO: 11.396,79 euro

2.
ENTE RICEVENTE: Associazione P. Silvio Broseghini – Chankuap’ Trento
CF: 96067410223
SOGGETTO EROGANTE: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
CAUSALE: 5 per mille
DATA INCASSO: 16 agosto 2018
IMPORTO: 1.712,67 euro

Per un totale complessivo di 13.109,46 euro

IKIAM

Ascoltando l’incontro di Papa Francesco (che potete vedere qui per intero sul nostro canale youtube alla pagina) con i popoli indigeni mi sono imbattuto in un Achuar che parla Achuar al Papa… Io conosco forse due parole di Achuar, ma una l’ho sentita e mi fa piacere pensare che il nome Achuar di Silvio sia risuonato davanti a Francesco ed al mondo che ascoltava…  (click qui per vedere la parte in Achuar)… buon ascolto 😉

Consegna

MESSAGGIO ai POPOLI AMAZZONICI

A Puerto Maldonado-Perù il 19 gennaio 2018 Papa Francesco ha tenuto un discorso che sento molto vicino, che pare di aver già sentito e che sicuramente rieccheggerà in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscere da vicino una realtà indigena in America Latina.

Di seguito ne propongo un estratto in italiano (un po’ lungo, ma molto profondo), per il testo completo è possibile scaricarlo cliccando qui (ve lo consiglio: ho lasciato lo spagnolo, lingua originale del discorso).

– Vedo che siete venuti dai vari popoli dell’Amazzonia: Harakbut, Esse-ejas, Matsiguenkas, Yines, Shipibos, Asháninkas, Yaneshas, Kakintes, Nahuas, Yaminahuas, Juni Kuin, Madijá, Manchineris, Kukamas, Kandozi, Quichuas, Huitotos, Shawis, Achuar, Boras, Awajún, Wampís, tra gli altri.
– Grazie per la vostra presenza e per l’aiuto che ci date a vedere più da vicino, attraverso i vostri volti, il riflesso di questa terra. Un volto plurale, di una varietà infinita ed una enorme ricchezza biologica, culturale, spirituale. Noi che non abitiamo in questa terra abbiamo bisogno della vostra saggezza e conoscenza per poterci addentrare, senza distruggere, il tesoro che racchiude questa regione.
– Probabilmente i popoli amazzonici non sono mai stati minacciati tanto nel loro territorio rispetto a come lo sono ora. L’Amazzonia è Terra disputata su vari fronti: da una parte, le nuove estrazioni e la forte pressione per i grandi interessi economici che puntano la loro avidità sul petrolio, gas, legname, oro, monocultivi agroindustriali. Dall’altra parte, la minaccia con cui si scontra il vostro territorio viene anche da una perversione di certe politiche che promuovano la “conservazione” della natura senza tenere in conto l’essere umano e, concretamente, voi fratelli amazzonici che la abitate. Sappiamo di movimenti che, in nome della conservazione della selva, si accaparrano grandi estensioni boschive e generano in esse situazioni di oppressione sui popoli originari per i quali, in questo modo, il territorio e le risorse naturali presenti diventano inaccessibili. Questa situazione crea asfissia nei vostri popoli e migrazione delle nuove generazioni in cerca di alternative locali. Dobbiamo rompere il paradigma storico che considera l’Amazzonia una dispensa inesauribile degli Stati senza tenere in conto i suoi abitanti.
– E’ giusto riconoscere che esistono iniziative di speranza che sorgono dalla vostra base sociale e dalle vostre organizzazioni che propiziano che siano i popoli originari e le comunità locali i guardiani dei boschi e che le risorse che da esso vengono generate si convertano a beneficio delle vostre famiglie, che migliorino le vostre condizioni di vita, la salute e l’educazione delle vostre comunità. Questo “buon fare” è in sintonia con le pratica del “buon vivere” che scopriamo nella saggezza dei nostri popoli. Permettetemi di dirvi che se, per alcuni, voi siete considerati un ostacolo o un disturbo, in verità voi con la vostra vita siete un grido alla coscienza di uno stile di vita che non è in grado di rendersi conto del costo che ha.
Voi siete la memoria della missione che Dio ha raccomandato a tutti: prendersi cura della Casa Comune. La difesa della Terra non ha altra finalità che non sia la difesa della vita. Sappiamo della sofferenza che alcuni di voi patiscono per la dispersione degli idrocarburi che minacciano seriamente la vita dei vostri famigliari ed inquinano la natura.
– Sto pensando ai popoli a cui ci si riferisce come “Popoli indigeni in isolamento volontario”. Sappiamo che siete più vulnerabili tra i vulnerabili. Il retaggio di epoche passate vi ha obbligato ad isolarvi fin dalla vostre proprie etnie, cominciando una storia di prigionia nei luoghi più inaccessibili della selva per poter vivere in libertà. Continuate a difendere questi fratelli più vulnerabili. La loro presenza ci ricorda che non possiamo disporre dei beni comuni al ritmo di avidità e consumismo. È necessario che esistano limiti che ci aiutino a preservarci da tutti i tentativi di distruzione massiva dell’habitat nel quale viviamo.
Il riconoscimento di queste popolazioni, che non devono mai essere considerate una minoranza, ma autentici interlocutori, ci ricorda che non siamo i possessori assoluti della creazione.
È urgente prendere atto dell’apporto essenziale che offrite a tutta la società, non fare delle vostre culture l’idealizzazione di uno “stato naturale” e nemmeno una specie da museo di uno stile di vita che non ci riguarda. Le vostre cosmovisioni, la vostra saggezza hanno molto da insegnare a chi non appartiene alla vostra cultura.
– L’Amazzonia, oltre ad essere una riserva di biodiversità, è anche una riserva culturale che deve preservarsi davanti al nuovo colonialismo
– La famiglia è stata la miglior difesa della vita. Ci viene chiesta una particolare attenzione a non lasciarci intrappolare da colonialismi ideologici travestiti da progresso che poco a poco si introducono dilapidando identità culturali e stabilendo un pensiero unico, uniforme e… debole. Ascoltate gli anziani, per favore, loro hanno una saggezza che pone in contatto con il trascendente e che fa scoprire l’essenziale della vita.
– “Vogliamo che i nostri figli studino, però non vogliamo che la scuola cancelli le nostre tradizioni, la nostra lingua, non vogliamo dimenticare la nostra saggezza ancestrale!” L’educazione ci aiuta a costruire ponti ed a generare una cultura dell’incontro. La scuola e l’educazione dei popoli originari deve essere una priorità e un impegno dello Stato: impegno  che si faccia carico, rispetti ed integri come un bene per tutta la Nazione la vostra saggezza ancestrale.
– Chiedo ai miei fratelli vescovi che continuino a promuovere l’educazione interculturale e bilingue nelle scuole e nelle istituzioni pedagogiche e universitarie.
– Mi compiaccio anche di quei giovani dei popoli originari che si sforzano per elaborare, dal proprio punto di vista, una nuova antropologia e lavorano per rileggere la storia dei loro popoli dalla loro prospettiva.
– Cari fratelli dell’amazzonia, quanti missionari e missionarie si sono impegnati con i vostri popoli e difeso le vostre culture! Lo hanno fatto ispirati dal Vangelo. Anche Cristo si incarnò in una cultura ebrea e, partendo da essa, si è regalato a tutti i popoli come novità in modo che ognuno, dalla propria identità, si senta affermato in Lui. Non soccombete ai tentativi che ci sono di sradicare la fede cattolica dai vostri popoli. Ogni cultura e ogni cosmovisione che riceve il Vangelo arricchisce la Chiesa con la visione di una nuova sfaccettatura del volto di Cristo.
– Prego per voi e per la vostra terra benedetta da Dio, e vi chiedo, per favore, di non dimenticarvi di pregare per me, Molte grazie. Tinkunakama (Quechua: Al prossimo incontro).

 

FRANCESCO e l’ACHUAR

L’occasione per rinnovare le pagine del nostro sito deriva dalla visita che Papa Francesco ha fatto nei giorni scorsi in America Latina incontrando, tra gli altri, un rappresentante Achuar (grazie Mario per la foto “storica” che hai colto e che allego). Torna alla mente il discorso che Silvio ci ha ripetuto più volte rispetto alla visita di Giovanni Paolo II nel 1985 in Ecuador. Ho trovato (non senza una certa “nostalgia”) sul sito del vaticano (click qui per la pagina completa) la citazione esatta del Papa agli indigeni ecuadoriani a Latacunga: “Per quanto riguarda il vostro posto nella Chiesa, essa desidera che possiate occupare il luogo che vi spetta nei diversi ministeri, compreso il sacerdozio. Felice giorno quello in cui le vostre comunità potranno essere servite da missionari e missionarie, da sacerdoti e vescovi della vostra stessa origine, affinché accanto ai fratelli di altri popoli possiate adorare l’unico e vero Dio, ciascuno con le sue proprie caratteristiche, ma tutti uniti nella stessa fede e nello stesso amore.”

Francesco - Achuar

 

MANDACARU’ e ASS. P. SILVIO insieme a Baselga

Dopo 10 giorni in giro per il Trentino è quasi ora della tappa pinetana del “giro” di Gina Procel. Per chi vuole qualche aggiornamento sul progetto che da 21 anni Fundacion Chankuap’ promuove a sostegno delle comunità indigene Achuar e Shuar della provincia di Morona Santiago, l’appuntamento è alla Biblioteca di Baselga giovedì 16 marzo 2017 alle 20.30 😉

#unaltrovivere PINE

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